13set

Sindrome di Tourette, sviluppato apparecchio dentale in grado di ridurre i tic

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Un team di ricercatori dell’Università di Osaka ha sviluppato un apparecchio dentale rimovibile potenzialmente in grado di ridurre i caratteristici tic vocali e motori tipici della sindrome di Tourette, un disturbo neurologico che talvolta favorisce nei pazienti che ne soffrono lo sviluppo di ansia, depressione e una bassa autostima. L’apparecchio consiste in una sorta di stecca orale appoggiata ai denti molari, che incrementa la dimensione verticale occlusale. Il suo utilizzo, come scrivono gli autori dello studio sulla rivista specializzata Movement Disorders, migliorerebbe non solo i tic ma anche la qualità della vita dei soggetti affetti dalla sindrome di Tourette, una patologia finora senza cura.

I risultati dello studio

I ricercatori giapponesi, coordinati da Jumpei Murakami, hanno testato l’efficacia del nuovo apparecchio dentale su un campione composto da 14 bimbi e 8 adulti con sindrome di Tourette. Sono così riusciti a dimostrare che "mordere il dispositivo ha immediatamente migliorato sia i tic motori sia quelli vocali in 10 dei 14 bambini e in 6 degli 8 adulti che hanno partecipato allo studio”. Inoltre, i suoi effetti sono perdurati anche oltre i 100 giorni dall’inizio suo utilizzo.

"I miglioramenti a lungo termine nei tic motori dopo più di 100 giorni sono stati particolarmente evidenti nei pazienti più giovani all'inizio dei loro tic”, spiega Jumpei Murakami, coordinatore dello studio. Secondo gli esperti, mordere la stecca dentale funzionerebbe, nei soggetti affetti dalla sindrome, come una sorta di trucco sensoriale: l’azione volontaria dello stringere l’apparecchio andrebbe ad alleviare i movimenti involontari che caratterizzano la patologia.

Funzionerebbe come una sorta di trucco sensoriale

"Considerando i precedenti risultati sui trucchi sensoriali nei pazienti con distonia cervicale, sembra possibile che la stecca orale moduli i segnali propriocettivi o ‘tattili’”, spiega Yoshihisa Tachibana, tra gli autori dello studio. “Questi segnali ‘tattili’ potrebbero essere modificati dai muscoli coinvolti nella chiusura della mascella prima di essere trasmessi al cervello”. Si tratta, tuttavia, solo di ipotesi: saranno necessarie ulteriori ricerche per comprendere come la stecca orale eserciti questi effetti.

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