23mar

Coronavirus, Speranza: “Ricetta medica via email o con messaggio sul telefono”

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Ricetta medica non più cartacea, ma digitale. La misura annunciata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, su iniziativa della Protezione Civile, mira a ridurre il più possibile gli spostamenti delle persone e soprattutto il contatto con i medici di base, molto esposti finora al contagio.

Ricetta elettronica

Dobbiamo fare di tutto per limitare gli spostamenti e ridurre la diffusione del virus Covid-19. Puntiamo con forza sulla ricetta medica via email o con messaggio sul telefono. Un passo avanti tecnologico che rende più efficiente tutto il Sistema sanitario nazionale”, ha dichiarato in una nota il ministro.

L’ordinanza, che in queste ore si appresta a firmare il capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, consente ai cittadini di ottenere dal proprio medico il “Numero di ricetta elettronica”, senza più la necessità di ritirare fisicamente, e portare in farmacia, il promemoria cartaceo.

Questo sarà possibile in tre modi: posta elettronica, via Sms, via app mobile di messaggistica istantanea, via telefonica.

Come ottenerla

È possibile sfruttare la nostra posta elettronica, ricevendo la ricetta in forma di allegato ad una semplice email: “laddove l’assistito indichi al medico prescrittore la casella di posta elettronica certificata (PEC) o quella di posta elettronica ordinaria (PEO)”.

Altrimenti, si può utilizzare il proprio telefono cellulare/smartphone, tramite il classico sms e le più popolari chat di messaggeria istantanea: “che consente lo scambio di messaggi e immagini”.

Infine, il telefono fisso, con il medico che ci comunica a voce il numero di ricetta elettronica.

Attenzione alla privacy

È chiaro che con l’isolamento delle persone si ricorre molto di più ai mezzi tecnologici a nostra disposizione. Invece di andare dal medico, dallo specialista o dal pediatra, si manda più semplicemente un messaggio in chat su WhatasApp o altre applicazioni.

Il dubbio è: con tutti questi dati personali e refertistica che inviamo tramite queste app, che fine fa la nostra privacy? Come sono gestiti i nostri dati personali?

Sergio Pillon, Coodinatore della Commissione Tecnica Paritetica per lo Sviluppo della Telemedicina Nazionale del Ministero della Salute, e medico, in un’intervista ha consigliato di utilizzare Signal, sistema crittografato end-to-end sviluppato nel 2013 da attivisti della privacy e consigliato anche dalla Commissione europea.

Fonte: Flavio Fabbri per Key4biz.it

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